Il Team Bramante ha scelto l’azione identificandola fra quelle emerse con il configuratore corale.
Sei nell’ottavo cielo, il Cielo delle Stelle fisse, delle innumerevoli lucerne illuminate, come se fossi capace di rivelare a tuo padre il futuro. Si collegano i mondi digitali ai luoghi del nostro spazio fisico. Vogliamo provare l’emozione di parlare di cose che amiamo. Questa visione può aiutare le città e le comunità ad essere sostenibili.
All’Istituto Walter Gropius di Potenza 4 Team definiscono i principi di una mappa digitale, per scrivere storie e passioni nelle geografie.
Con Fedele Congedo e Francesco Piersoft Paolicelli.
Team Giallo: Alisia D’Onofrio, Laura Manniello, Daniela Pepe, Giulia Pietrapertosa
Team Arancio: Dario Cirigliano, Federico Cuomo, Ilenia Iovallo, Miriana Piciullo, Giorgia Sarli.
Team Azzurro: Daniela Bianco, Benedetta Martinelli, Simone Sannazzaro.
Team Verde: Miriana Dagrosa, Althea Mazzarelli, Letizia Valente.
Siamo una sinfonia
per ascoltare le parole che si riescono a dire quando si è soli,
c’è una partitura.
Mettendoci all’ascolto dell’imprevedibilità
ci sono molte donne dentro la storia.
Le parole sono mappe.
Ci sono i luoghi della cura e del ritorno, in cui ci si riconosce, riconoscendo tempo al tempo.
Ognuno di noi è un coro,
per costruire un gioco narrativo in cui raccogli i volti, i luoghi, i momenti, che sono i tuoi, ma che diventano pezzi di vita.
Le storie ci accompagnano a fare un viaggio lontano che ha lo scopo assoluto di farci trovare il tesoro nella vita di tutti i giorni.
Le storie delle persone sono simili alla vita delle stelle, da quando nascono in una nebulosa, a quando esplodono.
L’incredibile è il connesso alle altre vite.
[See image gallery at www.terzoparadiso2030.org]
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Il Team Fermi ha scelto l’azione identificandola fra quelle emerse con il configuratore corale.
La seconda sfida è una visione. Sei nel secondo cielo, il Cielo di Mercurio, che si apre per amore, per gloria e fama terrena. Contiene le cose per cui ti alzeresti ogni giorno alle cinque del mattino. L’idea parla delle nostre cicatrici: servono per segnare l’identità. Si racconta come ci si sente con gli altri. Aiutiamo a pensare e a concentrare il pensiero. L’obiettivo è cambiare qualcosa per fare emergere la verità dell’umanità. Questa cosa accade se i docenti hanno persone davanti, non carte. Vogliamo superare muri che non si vedono, per provare l’emozione di ascoltare le mie parole che tornano: pezzi di me negli altri. L’aula è dove costruire silenzio e rumore.
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Al Liceo Artistico Statale Carlo Levi di Matera 5 Team paralleli, che uniscono gli studenti di Open Data e di Innovazione Corale II, definiscono il senso di una mappa digitale delle cicatrici importanti di Matera, per diventare noi stessi: una mappa per il Kintsugi.
Con Loredana Paolicelli (Arterìa), Francesco Piersoft Paolicelli, Fedele Congedo.
Le nostre cicatrici, visibili e invisibili, sono la dimostrazione del fatto che abbiamo incontrato e superato delle difficoltà. Rivelano la nostra storia, mostrano che siamo “sopravvissuti” e ci infondono coraggio. Le cicatrici importanti sono riparazioni con l’oro.
Per fare un Kintsugi occorre:
– liberare la mente dalla ricerca della perfezione;
– ricordarci sempre che tutto è impermanente: l’esistenza, senza eccezioni, è transitoria, evanescente e incostante, perché tutte le cose sono destinate alla fine
– apprezzare la fragilità e la decadenza: si arriva ad ammirare la bellezza delle cose della nostra vita.
Team Giallo: Sara Abbondanza, Francesca Acito, Francesca Brucoli, Francesca Dicaro, Josephine Ferrulli, Diana Jolobai, Gabriella Pinto,
Team Arancio: Nicola Cosma, Giuseppe Di Pede, Giuseppe Giorgio, Francesco Lazazzera, Marco Marchitelli, Gabriele Masciandaro, Florita Paolicelli, Angela Schiavone, Carlo Simmarano, Jonny Wazinski,
Team Viola: Rosita Bruno, Rossella Cammise, Serena Marzario, Martina Menzella, Antonisia Nota, Francesca Ribba, Morena Sacco , Gabriele Panaro,
Team Azzurro: Ash Brindisi, Monica Bruno, Rebecca Ditaranto, Sabrina lapenna, Ludovica Locantore, Morena Masciandaro, Eleonora Tarasco, Uliana Velika,
Team Verde: Giorgia Adduci, Eustachio Lorenzo Braia, Maria Carla Campanaro, Assunta Ferrara, Anna Lisanti, Orsola Oliva, Amalia Elena Rusu, Antonella Sarubbi.
I 5 team estraggono da Terzo Paradiso 2030 i principi di un Kintsugi digitale:
Noi siamo parte del processo di cura
dove riusciamo a farlo insieme ad altre persone
dove le lacrime prosciugate lasciano dietro di sè i più meravigliosi cristalli di sale,
le esperienze artistiche che portano via il dolore,
le cose dell’esistenza che fanno cambiare completamente i colori e i profumi delle note,
i cambiamenti non sempre fortunati.
Ogni mattina vedo le cicatrici che mi dicono che sono orgoglioso di loro,
le ferite per una cosa alla quale noi tenevamo tantissimo.
C’è un processo nella nostra memoria che fa dimenticare anche il dolore,
viviamo sempre un bilanciamento, tra ciò che è utile ricordare e ciò che è utile dimenticare,
la cicatrice non deve prendere il sopravvento.
Raccontami una storia e resterai in vita
dove tu scavi profondamente tutte le tue insicurezze, le tue fragilità,
dove si rileggono le cicatrici.
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Il Team Pascoli ha scelto l’azione identificandola fra quelle emerse con il configuratore corale.
La quinta sfida è un’azione. Sei nel quinto cielo, il Cielo di Marte, dove sono i più alti desideri. L’idea parla dell’errore, da cui nasce qualcosa di nuovo. Iniziamo ad usare la parola per salvare qualcuno. Facciamo agli altri ciò che vorremmo che gli altri facessero a noi. L’obiettivo è creare con le nostre storie un ponte verso il futuro, per vivere il presente al meglio, perchè il tempo è un muro da superare. Questa cosa accade se i docenti raccontano le loro storie personali senza paura, perché vogliamo superare i muri che non fanno costruire i ponti, per provare l’emozione di sapere che questo avviene qui, perchè lo facciamo noi, insieme. L’aula è disegnare le parole. Questa visione vuole ridurre le disuguaglianze.
Con gli amici dentro i timori è una ricchezza condivisa, quella diversità che presenti dentro. Ciascuno è parte di un arcobaleno: è così che cresciamo. I colori hanno la stessa natura. Noi siamo molte differenze, una comunità variegata. Esprimiamo la diversità: è un fascio di luce bianca, quando un raggio di sole incontra una goccia d’acqua e la luce del sole si divide nei colori. E si separa per una grande illusione. In classe descriviamo i nostri sogni, perchè è così che vediamo. Prendiamo spunto dalle esperienze degli altri. Tutti abbiamo una vita diversa da vivere. Dobbiamo cadere e rialzarci, trarre insegnamenti per diventare grandi.
All’Istituto Loperfido-Olivetti di Matera si fondono in presenza le 2 squadre di Terzo Paradiso 2030: Innovazione Corale II e Open Data. 5 Team paralleli elaborano in parallelo il Progetto del Parco degli ERrOrI. Gli studenti del percorso delle competenze digitali, diffusi nei 5 gruppi, utilizzano le idee emergenti per configurare una mappa digitale del parco, alimentabile da un form di immissione dei dati.
Con Fedele Congedo, Francesco Piersoft Paolicelli, Carmen Ines Tarantino.
Team Giallo: Matteo Perrucci (capitano), Eustachio Ambrosecchia (mister), Mauro Carruozzolo, Francesco De Mola, Maria Picciallo, Sofia Di Vincenzo, Vittoria Vynogradova, Antonella Zizzamia.
Team Arancio: Angela D’Anzi (capitano), Daniela Papapietro (mister), Brunella Andrisani, Anna Lucia Decesare, Francesca Matera.
Team Viola: Michele Adorisio (capitano), Giulia Paradiso (mister), Fabio Di Marzio, Paolo Losignore, Silvia Musci, Aurora Sabino.
Team Azzurro: Francesco Stagno (capitano), Rita Romano (mister), Luana Caiella, Domenico Laterza, Carmen Imperiale, Federica Loperfido, Alice Padula.
Team Verde: Melissa Loperfido (capitano), Frank Dragonetti (mister), Annamaria Parente, Pietro Petrarca, Giusy Pompeo, Liborio Racamato, Rosemary Sicoli.
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Il potere di vedere al futuro non è nello sguardo di tutti.
È negli occhi di chi è in procinto di spiccare il volo; di chi si trova nel pezzo di strada più importante, quello che fa da ponte tra l’infanzia e l’età adulta.
Quello della crisi, quello dell’incertezza, quello in cui ti dicono che devi cominciare a camminare da solo e invece scopri che non sei solo e non sei il solo – soprattutto – che non hai soltanto i piedi per andare, hai anche delle ali.
Come te in cerca di una direzione, come uno stormo in viaggio. Il tempo in cui scopri che le traiettorie sono tante, infinite, e che quel che conta davvero è continuare a volare, continuare a cercare, sapendo di far parte di un coro straordinariamente armonico.
Vivere è un mestiere difficile a tutte le età, ma voi siete in un punto del mondo in cui il dolore più facilmente si fa arte: e allora suonate, cantate, scrivete, fotografate. non lo fate per darvi arie creative, fatelo perché siete la prua del mondo: davanti a voi non c’è nessuno
Franco Arminio
Avevamo scritto queste parole all’inizio, come atto di ispirazione per l’avvio del percorso. Oggi ne sentiamo la materia, leggendo e ascoltando il risultato corale di due testi.
Rivelatrici di grandi fragilità e di grande forza, per cercare con ostinazione scenari futuri, ricchi di speranza, partendo dalla cosa più preziosa: la fiducia in se stessi e nell’altro.
Un’attività di avvio guidata da alcune domande finalizzate a scardinare i limiti del tempo e dello spazio attraverso l’immaginazione, per far emergere le passioni e scoprire la forza dei legami e dei conflitti positivi, quelli da cui partono i primi tentativi di volo.
Tutte le risposte individuali degli studenti delle 6 classi degli Istituti Comprensivi alle 9 domande iniziali sono esplorate dalle voci degli studenti dell’Istituto Loperfido Olivetti. Una sola visione, fra generazioni prossime.
Il testo corale creato da ogni studente dei 6 Team degli Istituti Comprensivi.
Il volo soggettivo è collettivo, è la possibilità di lasciarsi andare senza alcuna guida, senza parametri, abbandonando ortografie, paletti e punteggiature: soltanto me stesso e lo spazio bianco di un foglio e una penna che non doveva fermarsi mai, in un flusso continuo di coscienza.
Le voci segrete di ognuno sono interpretate dagli studenti dell’Istituto Loperfido Olivetti.
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