Progetto 2030

Progetto 2030

8 Progetti Ponte in 8 cieli, per nuovi esploratori di futuro imminente

E allora suonate, cantate, scrivete, fotografate. Fatelo perché siete la prua del modo: davanti a voi non c'è nessuno. Franco Arminio

Dai 6 laboratori di Innovazione Corale I emergono 8 ideazioni evolventi in 8 tracce si progetto, consegnate ai 3 laboratori di Innovazione Corale II, perchè siano sviluppate in forma più strutturata, a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda 2030.

Gli 8 Progetti Ponte

Progetto 1. Stare insieme per essere uguali nella diversità, con un solo strato cutaneo

Un solo strato cutaneo quando io e te stiamo insieme, uguali nella nostra diversità, un solo Dio, capendosi a vicenda. Quando sperimentiamo raggiungiamo le sembianze di Noi tutti uguali.

Ideazione della Luna – LAB 1 Minozzi-Festa

La prima sfida è una visione. Sei nel Primo Cielo, il cielo della Luna, dove uomini e donne misurano ogni giorno la propria incostanza. L’idea parla della nostra parte creativa, condividiamo con gli altri per non arrenderci. Si diventa più amici. L’obiettivo è rendere le persone fragili piene di amici perché la mia classe sia una classe rara. Questa cosa accade se i docenti ci cambiano la vita.  Vogliamo superare i muri che non fanno costruire i ponti, per provare l’emozione di stare in simbiosi con gli altri. L’aula ha molti schermi e spazi tenda dove avvengono cose belle. Questa visione sostiene le alleanze per gli obiettivi.

Testimonianza di profondità:

Ida Leone, La pelle che ci copre tutti

Progetto 2. Le cicatrici importanti per diventare Noi stessi

Con il passare degli anni creano disagio, ma ti ricordano come fare per rialzarti. Danno coraggio e spinte. Hanno il ricordo, il perché.

Ideazione di Mercurio – LAB 2 Fermi

La seconda sfida è una visione. Sei nel secondo cielo, il Cielo di Mercurio, che si apre per amore, per gloria e fama terrena. Contiene le cose per cui ti alzeresti ogni giorno alle cinque del mattino. L’idea parla delle nostre cicatrici: servono per segnare l’identità. Si racconta come ci si sente con gli altri. Aiutiamo a pensare e a concentrare il pensiero. L’obiettivo è cambiare qualcosa per fare emergere la verità dell’umanità. Questa cosa accade se i docenti hanno persone davanti, non carte. Vogliamo superare muri che non si vedono, per provare l’emozione di ascoltare le mie parole che tornano: pezzi di me negli altri. L’aula è dove costruire silenzio e rumore.  Questa visione vuole proteggere la vita sott’acqua.

Testimonianze di profondità:

Alessandro Santoro, Cicatrici

Loredana Paolicelli, Sollevati in alto

Progetto 3. Essere capaci di comunicare oltre i limiti, per trovare la strada

Essere capaci di comunicare, farci capire dagli altri con un atto di scambio, per trovare la strada. Ho sentito storie di persone che non riuscivano a comunicare e di ragazzi muti che hanno comunicato, perché la vergogna è creativa. Quelle parole che salvano la gente, i segnali che ci raccontano qualcosa di importante. Per esprimerci con un’altra persona, per esprimere in modo proprio le emozioni che si stanno provando. Quando riusciamo a capire qualcuno superiamo i limiti, diventiamo capaci di comunicare oltre i limiti. Perché è così: ognuno ha le proprie diversità. Queste diversità sono la nostra unicità.

Ideazione di Venere – LAB 2 Fermi  

La terza sfida è una testimonianza. Sei nel terzo cielo, il Cielo di Venere, dove risiedono le anime di coloro che amano e le ragioni delle diverse indoli umane.  Contiene i benefici che vogliamo raggiungere, perché ci crediamo, anche se gli altri non sono d’accordo. L’idea parla dei segnali che ti raccontano i messaggi importanti: iniziamo ad usare la parola per salvare qualcuno. Non siamo mai soli, ma collegati agli amici. L’obiettivo è fare emergere da ognuno la particolarità speciale che ha per sviluppare una forza interiore credendo in qualcosa. Questa cosa accade se i docenti sono sinceri ed elastici. Vogliamo superare il pregiudizio quando non ci conosce nessuno, per provare l’emozione di quando ci coinvolge e non c’è un motivo per distrarci.  L’aula è una zona per i manga. Questa visione vuole ridurre le disuguaglianze.

Testimonianze di profondità:

Tonio De Nitto – Fabio Tinella, Veri fino in fondo

Progetto 4. Usare la parola per costruire ponti e salvare qualcuno

Vogliamo parlare per migliorare le cose. Pensieri sinceri, perché non siamo mai soli.

Ideazione del Sole: LAB 3 Minozzi-Festa

La quarta sfida è una visione. Sei nel quarto cielo, il Cielo del Sole, dove stanno i vivi splendori, che danzano in giro cantando, come quando da piccolo ti divertivi. L’idea parla dell’errore, da cui nasce qualcosa di nuovo. Iniziamo ad usare la parola per salvare qualcuno. Facciamo agli altri ciò che vorremmo che gli altri facessero a noi. L’obiettivo è creare con le nostre storie un ponte verso il futuro per crescere con il confronto. Questa cosa accade se i docenti ci coinvolgono sempre, perché vogliamo superare i muri che non fanno costruire i ponti, per provare l’emozione di stare in simbiosi con gli altri. L’aula ha un armadio per raccogliere le cose fatte da tutti gli alunni, durante la storia della classe. Questa visione sostiene l’innovazione.

Testimonianza di profondità:

Frate Ettore Marangi, Le parole hanno visione

Progetto 5. Errare per crescere. Ovvero, quando ti ritrovi con tutti a comporre lo stesso arcobaleno

Con gli amici dentro i timori è una ricchezza condivisa, quella diversità che presenti dentro. Ciascuno è parte di un arcobaleno: è così che cresciamo. I colori hanno la stessa natura. Noi siamo molte differenze, una comunità variegata. Esprimiamo la diversità: è un fascio di luce bianca, quando un raggio di sole incontra una goccia d’acqua e la luce del sole si divide nei colori. E si separa per una grande illusione. In classe descriviamo i nostri sogni,  perchè è così che vediamo. Prendiamo spunto dalle esperienze degli altri. Tutti abbiamo una vita diversa da vivere. Dobbiamo cadere e rialzarci, trarre insegnamenti per diventare grandi.

Ideazione di Marte: LAB 4 Pascoli

La quinta sfida è un’azione. Sei nel quinto cielo, il Cielo di Marte, dove sono i più alti desideri. L’idea parla dell’errore, da cui nasce qualcosa di nuovo. Iniziamo ad usare la parola per salvare qualcuno. Facciamo agli altri ciò che vorremmo che gli altri facessero a noi.  L’obiettivo è creare con le nostre storie un ponte verso il futuro per vivere il presente al meglio, perchè il tempo è un muro da superare. Questa cosa accade se i docenti raccontano le loro storie personali senza paura, perché vogliamo superare i muri che non fanno costruire i ponti, per provare l’emozione di sapere che questo avviene qui, perchè lo facciamo noi, insieme. L’aula è disegnare le parole. Questa visione vuole ridurre le disuguaglianze.

Testimonianze di profondità:

Lidia Letizia, L’eroe errante

Michele Di Gioia, Un solo arcobaleno

Progetto 6. Musica per fare festa e liberare emozioni

Un laboratorio di testi parole e melodie, da un pezzo di canzone, per unire esperienze di persone, per raccontare collegando situazioni diverse e ridurre le disuguaglianze. L’idea da mettere in pratica è questa. La docente sceglie una canzone e ognuno trova una parola, un ritmo che gli fa ricordare un’esperienza vissuta, personale, positiva o negativa. La canzone viene interrotta. Ognuno racconta la sua esperienza collegandosi a una parola del testo o a una melodia che gli ricorda un avvenimento che vuole condividere. Così un unico testo musicale legherà esperienze diverse. E avendole raccontate d’avanti a tutti,  si abbatteranno le disuguaglianze, perché la musica ha il potere di unire ciò che apparentemente è diverso.

Ideazione di Giove – LAB 5 Torraca

La sesta sfida è un’azione. Sei nel sesto cielo,  il cielo di Giove, dove sono i voli e i canti, come se fossi un’ora sola con papà, indietro nel tempo. L’idea parla della musica che porta via dalle cose negative. Condividiamo con gli altri per non arrenderci. Non siamo mai soli, ma collegati agli amici.  L’obiettivo è rischiare di sbagliare, in modo da trovare cose nuove per credere in noi con gli altri. Questa cosa accade se i  docenti sono sinceri ed elastici, perché vogliamo superare il rifiuto del cambiamento,  per provare l’emozione di quando i libri ti illuminano e ti fanno viaggiare.  L’aula è un posto dove aggiungere molti colori alla giornata. Questa visione serve a sostenere la salute e il benessere.

Progetto 7. Libri per sentirsi liberi e aperti come un libro

La libertà è un libro aperto. Noi vogliamo essere aperti come un libro pieno di cose nuove. La libertà è l’apertura dei libri per aprire le cose. Le persone temono la scuola, ma è un luogo familiare. Tu vedi i compagni tutti i giorni, ci puoi parlare. Dovremmo imparare a starci. La scuola si deve apprezzare, così non siamo mai soli.

Ideazione di Saturno – LAB 5

La settima sfida è una visione. Sei nel settimo cielo, il Cielo di Saturno, il posto della sapienza e della meditazione, dal colore di oro splendente, come se tu fossi un’ora sola con mamma, indietro nel tempo.  L’idea parla delle emozioni che liberano, si sta insieme e ci raccontiamo le vite. Non siamo mai soli, ma collegati agli amici.  L’obiettivo è rischiare di sbagliare, in modo da trovare cose nuove per vivere il presente al meglio, perchè il tempo è un muro da superare.  Questa cosa accade se i docenti mandano al diavolo il programma, in nome dell’amore per gli studenti, perché vogliamo superare la paura: va via facendo esperienze, per provare l’emozione di sviluppare i poteri della libertà. L’aula, più che un’aula, è una biblioteca con la musica, aperta anche di notte. Questa visione promuove l’energia pulita e accessibile.

Testimonianza di profondità:

Giuseppe Conoci, Liberazione

Progetto 8. Mondo digitale nel reale, per non essere mai soli

DigitalWorld è un mondo digitale ambientato nel mondo reale. Puoi fare cose che nel mondo reale non puoi fare, per esempio visitare un posto che non puoi raggiungere. Puoi costruire legami. Non sei mai solo, ma collegato agli amici, nuovi e vecchi e a giocatori che potrebbero diventare tuoi amici. Il gioco è una piattaforma per essere amici, per conoscere l’irraggiungibile. L’obiettivo è non rimanere soli, ma di giocare in compagnia, dimostrare quello che siamo creando il nostro personaggio con le nostre caratteristiche fisiche, caratteriali, non quello che sembriamo dietro ad uno schermo. In DigitalWorld i docenti raccontano le loro storie personali senza paura e insegnano senza l’aiuto dei libri. Tu scopri le strade che ti aiutano a crescere. Non strade che non portano da nessuna parte. Trovi l’emozione di parlare di cose che ami con altri giocatori e di non vergognarti di ciò che parli. L’aula diventa un posto digitale, per giocare con chi vuoi, quando vuoi, con tutti gli oggetti tech che ti aiutano a imparare senza sforzi. DigitalWorld è un gioco che serve a sostenere la salute e il benessere.

Ideazione delle Stelle Fisse – LAB 6 

L’ottava sfida è un’azione. Sei nell’ottavo cielo, il Cielo delle Stelle fisse, delle innumerevoli lucerne illuminate, come se fossi capace di rivelare a tuo padre il futuro. L’idea parla di giochi che significano tante cose. Si collegano i mondi digitali ai luoghi del nostro spazio fisico. Le persone giocano tanto e diventano migliori. L’obiettivo è motivare le persone giocando per non arrendermi mai. Questa cosa accade se i  docenti ci cambiano la vita, perché vogliamo superare la struttura rigida della scuola, per provare l’emozione di parlare di cose che amiamo. La nostra aula è dove, giocando a calcio, si capiscono le leggi della fisica. Questa visione può aiutare le città e le comunità ad essere sostenibili.

Testimonianza di profondità:

Carlotta Vitale, Supernove

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